

Dalla Brianza all’Arizona passando per Nashville
Dopo anni di corteggiamenti e collaborazioni, il cantautore Lorenzo Monguzzi e il gruppo Folkamiseria finalmente si uniscono per la realizzazione di progetto completo, una serata di musica e spettacolo che, prendendo spunto da un’infatuazione per il dialetto, parte dall’ultimo album di Lorenzo (Zyngher) e adatta alle circostanze e al dialetto lombardo (anzi, brianzolo!) alcune tra le canzoni più conosciute del panorama musicale rock americano, oltre alla naturale presenza di musiche e brani inediti.
“Questo bar fa schifo…” e da questo momento iniziale lo spettacolo diventa una immersione musicale nei parallelismi e le diversità tra il piccolo universo nostrano e un’America conosciuta più tramite le canzoni e i miti che per l’esperienza diretta.
Un disco in dialetto brianzolo, non mi azzardo a dire milanese per non fare incazzare qualche purista, un’idea nata per caso, per gioco direi.
Ho provato a tradurre nel mio dialetto una manciata di canzoni “anglofone” a cui sono legato.
In alcuni casi l’operazione si è rivelata impossibile, perché il dialetto certe parole non le contempla, o più semplicemente perché alla prova del nove, il canto per intenderci, il risultato suonava male o in qualche modo tradiva il senso poetico dell’originale.
Con alcune canzoni invece tutto è filato liscio, molto più facile che con l’italiano così povero di tronche e di onomatopee.
Quello che le mie versioni mi sembrano evocare è indubbiamente più ruspante degli originali, ma l’ambizioso tentativo non è mai stato quello di fare delle parodie, bensì trascinare il dialetto in territori avventurosi quali la poesia o almeno la letteratura.
ZYNGHER raccontato da Lorenzo Monguzzi
LORENZO MONGUZZI

Per oltre un decennio è voce e anima del trio acustico Mercanti di Liquore, con cui incide sei album: Mai paura (1999); La Musica dei Poveri (2002); Sputi (2004); Che cosa te ne fai di un titolo (2005); Live in Dada (2006); Miserabili (2008).
Con i Mercanti di Liquore si esibisce in tutta la penisola, in centinaia di concerti e svariate manifestazioni musicali (una delle più importanti, Faber amico fragile, tenutasi a Genova nel 2000).
Nel 2003 inizia una lunga e proficua collaborazione con l’attore veneto Marco Paolini, con il quale darà vita a numerosi spettacoli: Song n.32 Concerto variabile (2003), Miserabili (2006), Album d’Aprile (2008), La macchina del capo (2009), Ballata di uomini e cani, dedicata a Jack London (2012), U. Piccola Odissea Tascabile (2017).
Nell'autunno del 2013 esce Portavèrta, il suo primo lavoro da solista. Nel disco le nuove composizioni spaziano tra diversi generi, mantenendo un contatto con la scuola cantautoriale, ma aprendosi al contempo nuove strade e nuove possibilità espressive.
Nell’inverno 2020 esce Zyngher, secondo album da solista. L’album è interamente in dialetto brianzolo e testimonia la necessità dell’artista di fare i conti ancora una volta con le proprie origini e con tutte le contraddizioni della sua terra.
FOLKAMISERIA
Nati nel 2007, i Folkamiseria sono ormai considerati una delle realtà più solide nel panorama Folk/Rock italiano ed europeo. Negli anni si sono esibiti in più di 1500 concerti nei più famosi festival di settore della penisola e non.
All’attivo hanno 6 uscite discografiche, spesso accompagnate da collaborazioni con musicisti italiani ed internazionali. Negli anni sono infatti stati creati legami artistici con Inti Illimani, Modena City Ramblers, Lorenzo Monguzzi, Folkstone, Cisco e svariati altri musicisti.
Non hanno mai nascosto una vena cantautorale, come dimostrato nell’album Follia (che vede la partecipazione alla stesura dei testi di Lorenzo Monguzzi), così come una forte presenza di tematiche e dialetto legati alla loro terra d’origine, il Piemonte.
Nella loro musica è forte l’influenza tradizionale di matrice europea (musica italiana, francese e irlandese), che tuttavia si innesta su forti sonorità americane funky, blues, rock, come dimostrato da un organico che, unico in italia, mischia hammond organ, cornamuse e banjo clawhammer.

